Disturbo da stress Acuto, post-COVID-19

La pandemia cui è stata sottoposta la popolazione mondiale, con periodo di quarantena durato circa 2 mesi, ha provocato e provocherà nel tempo l’insorgenza di disturbi mentali.

Tra questi senz’altro lo sviluppo di un “Disturbo da Stress Acuto”. Infatti l’evento COVID-19, può essere considerato a tutti gli eventi come fattore di TRAUMA, con conseguente insorgenza di sintomi specifici legati ad esso.

I sintomi che più spesso vanno ad associarsi a questo Disturbo sono:

  1. disturbi del sonno

  2. ansia elevata e costante durante l’arco della giornata

  3. sintomi simil-panico come derealizzazione, ossia quella sensazione di non riconosce l’ambiente che circonda come familiare

  4. distacco dalle proprie emozioni ( una sorta di “emotività statuaria” ossia assente)

Di solito chi sviluppa tale condizione tende così come accade ne Disturbo di Panico a mettere in atto quello che viene definito come “EVITAMENTO”, ossia si va proprio ad “evitare” quella situazione o “stimolo” che possano ricondurre allo stress.

La condizione quindi di pandemia da “Coronavirus”, e sviluppo di “Disturbo da Stress Acuto”, oltre alla sintomatologia suddetta, può condurre il soggetto ad una progressiva tendenza alla chiusura e all’isolamento sociale, con forte impatto negativo sulle performance sia lavorative che socio-relazionali. Può condurre in casi più gravi a vivere una condizione “surreale”, in cui il soggetto si sente in perenne pericolo per la propria incolumità andando incontro allo sviluppo si sintomi “paranoidi” e irreali.

Grazie ad un intervento psicofarmacologico tempestivo la sintomatologia tende progressivamente a risolversi.

Si parla invece di cronicità, quando l’intervento psicofarmacologico sia tardivo e in tali condizioni di più difficile trattamento.

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