Disturbi del Sonno

Spesso capita di imbattersi sopratutto in ambulatorio, di incontrare pazienti che evidenzino un “Disturbo del Sonno”.

Bisogna precisare che i Disturbi del Sonno possono essere diversi, proprio perchè, il “Sonno” di per se è suddiviso in diverse fasi, ossia Fase Iniziale del Sonno, Fase di Mantenimento e Fase Terminale.

Queste fasi possono essere interessate in modo singolo oppure l’alterazione del sonno “subtotale” quindi attraversare tutte e 3 le fasi.

Per affrontare questo complesso disturbo ci si può avvalere di diversi protocolli farmacologici, a seconda della fase del sonno che risulta alterata o che il sonno sia alterato nella sua totalità.

Spesso ci si trova davanti a pazienti che hanno difficoltà “nell’addormentamento” o fase iniziale del sonno; questi sono soggetti che tendono a ritardare il sonno di 2-3 ore rispetto alla normalità del ciclo sonno-veglia. Inoltre invece ci sono pazienti che invece riferiscono un’alterazione nella fase di mantenimento del sonno, ossia riescono ad addormentarsi per 2-3 ore e dopo si risvegliano senza riuscire più a prendere sonno.

Infine quando ad essere alterata è la fase terminale del sonno si può parlare di “Risvegli precoci”; sono questi pazienti che tendono a svegliarsi 2 o 3 ore prima del normale risveglio.

Molto spesso il “Disturbo del Sonno”, si può riscontrare come diagnosi singola e in questo caso si cercherà di risolvere il disturbo attraverso protocolli terapeutici a base di ipno- inducenti o di farmaci che aiutino nel mantenimento del sonno. Alcuni pazienti che presentino un Disturbo del Sonno giungono in prima visita, che già stanno assumendo Benzodiazepine, magari prescritte dal Medico di Famiglia, in prima battuta. In linea di massima affermo che le Benzodiazepine debbano essere usate con criterio, poiché nel lungo termine (dopo qualche mese), tendono a dare dipendenza e di solito il paziente, non riuscendo più a dormire bene, con un certo dosaggio di farmaco, tende autonomamente ad aumentarlo, creando poi una dipendenza vera e propria e di difficile gestione. Bisognerebbe per quanto possibile evitare l’uso di Benzodiazepine sul lungo termine, non solo per la dipendenza che esse provocano, ma anche per la perdita di efficacia nel tempo.

Spesso i Disturbo del Sonno sono invece associati a “Disturbi dell’Umore”, “Disturbi d’ansia”….. per cui intervenendo con adeguati protocolli terapeutici mirati, di solito si arriva a migliorare o risolvere anche il Disturbo del Sonno.

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