Bullismo e possibili conseguenze in età evolutiva”

Si parla sempre più frequentemente di questo fenomeno molto attuale che è rappresentato dal “Bullismo”. Ma davvero sappiamo che cosa sia questo fenomeno e quando un soggetto o un gruppo di persone possano essere definiti “Bulli”?

Di solito “il bullo” o i “bulli”, sono rappresentati da soggetti che tendono a prendere di mira una persona, in questo caso un ragazzino o ragazzina, che possano a volte presentare o “personalità” per così dire “più deboli” o che presentino fisicamente dei tratti fisici che non rientrano nel normale immaginario comune, e per questo vengano presi di mira; ad esempio e questo sottolineo essere ingiustificabile, viene preso di mira il ragazzino o ragazzina in sovrappeso. Altro esempio calzante può essere il prendere di mira, il ragazzo o ragazza molto bravo a scuola.

Ma cosa vuol dire prendere di mira? Vuol dire cominciare a porre un’attenzione “morbosa” verso un determinato soggetto, sia con gesti fisici che attraverso sottili vessazioni verbali. In pratica si potrebbe parlare di una “persecuzione del soggetto”, da parte dei Bulli. Questa può essere messa in atto in tanti modi diversi. Ultimamente i social network, sono diventati spesso mezzo attraverso cui, i “Bulli”, hanno messo “alla berlina”, le loro “vittime”.

Questo atteggiamento “persecutorio”, che di solito dura per giorni, ma anche per mesi e in alcuni casi anche per anni, cosa può comportare, quali sono le conseguenze che può subire un ragazzino sottoposto a tutto ciò?

Beh, di solito, chi purtroppo va incontro a questo tipo di situazione, deve assolutamente essere seguito da un punto di vista psicologico, ma anche psichiatrico a seconda della gravità della situazione.

Frequentemente vengono colpiti soggetti che di base hanno già un temperamento Ansioso, e che associato al “fenomeno Bullismo”, possono poi sviluppare un “Disturbo d’Ansia”, ma anche un “Disturbo di Panico” con L’Evitamento-agorafobico classico. Anche soggetti che non abbiano un temperamento ansioso non è detto che non siano esenti da tutto questo.

Inoltre classico evidenziare una “Demoralizzazione Secondaria”, ossia il soggetto si può mostrare sintomi caratteristici della “Depressione”, come sentimenti di tristezza, autosvalutazione, angoscia, scarsa voglia di fare, labilità emotiva. Proprio per questo motivo il soggetto deve essere attentamente valutato e sostenuto. Troppo spesso questo fenomeno è stato sottovalutato e troppo spesso abbiamo assistito a ragazzini che “si sono tolti la vita”, a causa del “branco”, che aveva reso la vita di un ragazzo o ragazza impossibile, insostenibile. L’insostenibilità di questa vita e la vergogna per essere stati esposti, offesi su internet o nel quotidiano, spesso ha reso più forte il desiderio in questi ragazzi di non esserci più….un’unica via di fuga.

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