Autolesionismo in età adolescenziale ed adulta: ci può essere un legame col periodo che stiamo vivendo? (pandemia covid-19).

La comparsa di episodi chiamati nella pratica clinica di AUTOLESIONISMO, si possono presentare più classicamente in età adolescenziale, ma non sono rari anche in età più adulta.

L’autolesionismo classico è caratterizzato da : ferite da taglio, che il soggetto si può procurare in svariati modi tramite l’uso di coltelli, lamette, aghi…, ma anche bruciature attraverso l’uso di accendini, sigarette ad esempio, oppure morsi contro la propria persona.

Perchè il soggetto arriva a fare questo contro se stesso?

Le risposte possono essere diverse, di base c’è una richiesta di attenzione spesso anche manipolativa, ma anche “per non sentire il dolore che ha dentro di se e lo accompagna tutti i giorni”. Tali risposte sono sinonimo di un Disturbo importante ossia del Disturbo Borderline di Personalità, che deve essere trattato e seguito in modo serio e dagli specialisti in materia nonché curato attraverso protocolli farmacologici e psicoterapici specifici.

Ciò di cui si sente parlare in questi giorni, ossia il crescente numero di adolescenti che sempre più spesso ricorrono all’autolesionismo, sembra più sinonimo di un disagio sociale, e subentra anche qui la richiesta di attenzione, una richiesta diversa, in questo caso.

I ragazzi si sentono soffocare da questa situazione attuale, privati della loro libertà e della “normalità” che fino ad un anno fa li accompagnava. Bisogna stare attenti a questi segnali di malessere, avere gli occhi aperti e accompagnare affettivamente questi giovani ed intervenire in modo più specifico attraverso figure specializzate quando la tendenza all’autolesionismo non rappresenti più un episodio isolato, ma si manifesti più volte nell’arco di una giornata o settimana che sia.

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